“Io comunque non sento più piacere, anche se sono attratta dal mio compagno.”
Questa frase, pronunciata con un filo di voce, ha segnato l’inizio del percorso di Rosa. Una donna sulla cinquantina, brillante, piena di passioni e interessi, che però si sentiva prigioniera di un vortice invisibile: quello del piacere perduto.
Rosa è solo una delle tante donne che, spesso in silenzio, iniziano un cammino interiore quando si accorgono che il piacere è scomparso dal proprio corpo, nonostante il desiderio di amare e sentirsi amate sia ancora vivo.
Il cuore vorrebbe esplodere di gioia, ma il corpo risponde con freddezza, come se fosse scollegato dalle emozioni più profonde.
Il vuoto emotivo che cerca un rifugio
Molte, come Rosa, riempiono quel vuoto con il cibo: una compagnia silenziosa, apparentemente consolatoria, che però finisce per alimentare un senso di insoddisfazione ancora più grande.
E dietro quella fame, si nasconde spesso un bisogno di essere ascoltate, viste, accolte.
Le ferite invisibili delle parole
Durante il nostro percorso, Rosa ha scoperto che a ferirla non erano solo i gesti, ma anche le parole, dette magari con leggerezza o stanchezza dal compagno:
“Potevi fare meglio”, “Te l’avevo detto”…
Frasi che, apparentemente, passano in fretta. Ma dentro Rosa diventavano pensieri ossessivi, si trasformavano in frecce invisibili che la ferivano giorno dopo giorno, alimentando rabbia e senso di inadeguatezza.
Il corpo, allora, si chiudeva. Il respiro si fermava. La mente si bloccava in un continuo rimuginare.
E quando la sera arrivava, e il compagno la cercava per un momento di intimità, il corpo diceva “no”: la vulva si contraeva, la vagina si chiudeva, come a proteggersi da un dolore che non era solo fisico, ma profondamente emotivo.
Quando il piacere diventa un ricordo lontano
Questi segnali del corpo — la contrazione, il bruciore, la mancanza di desiderio — trasformavano i momenti di intimità in esperienze di frustrazione e tristezza. La distanza emotiva cresceva, alimentando la solitudine interiore.
Ma quel dolore non era una condanna definitiva.
Il viaggio di trasformazione: riscoprire il piacere con amore
Nel percorso con il Metodo Eros per Piacere®, Rosa ha imparato ad ascoltare e accogliere la sua rabbia senza paura. Ha scoperto che esprimere i sentimenti, anche quelli più scomodi, non porta al conflitto distruttivo, ma apre nuove possibilità di comunicazione sincera, sia con il partner sia con se stessa.
Poco a poco, la tensione ha iniziato a sciogliersi.
Il respiro è tornato a fluire.
Il bruciore è sparito.
E insieme a lui, anche quel gelo che aveva preso il posto del piacere.
Come se un sipario si fosse alzato, lasciando entrare una luce nuova: una sensazione di piacere dolce, leggero, autentico, che parlava di pace, libertà e rinascita.
Un nuovo inizio: la sessualità come spazio di libertà
La trasformazione di Rosa non si è fermata lì.
Con il tempo, ha imparato a radicare questa nuova energia, sperimentando un’armonia profonda tra corpo, mente e cuore, scoprendo una gioia inattesa e sincera, capace di scorrere libera.
Perché il piacere non è solo un fatto fisico: è un riflesso del nostro vissuto emotivo, delle nostre credenze, delle nostre relazioni.
E anche quando sembra perduto per sempre, è possibile riconquistarlo.
Se stai leggendo queste parole, ricorda:
non esiste un “momento perfetto” per iniziare a prenderti cura di te.
Il momento giusto può essere proprio oggi.
Con amore e fiducia,
Xiomara Leiva